PROFILO
Angelo D'Orsi
Scrittore/Autore - Fotografo naturalista
Generi letterari: Narrativa - Narrativa fantasy - Narrativa avventura - Romanzi
Altro: ambiente e territorio.
Nasce
re in un paesino sperduto della Basilicata, Castelsaraceno in provincia di Potenza, con poche strade e altrettante anime, cioè nel nostro cuore circa 3000 erano davvero tante anime, è per certi versi esaltante.
Da ragazzi la percezione del mondo, di quanto è grande e variegato, è fallace, il tuo mondo è dove vivi, un mondo fantastico pieno di eroi, gli adulti, che hanno affrontato l’ignoto, sino al giorno in cui si valica l’Armizzone, vetta poco vetta rispetto alle vette ma che svela l’ignoto.
Da ragazzo leggevo tanto, fumetti per lo più. Raccattavo tra amici e conoscenti libri di qualsiasi genere, non avevo grandi possibilità di acquisto, con il giuramento di restituzione immediata e senza tracce di sugo.
Con la paghetta giornaliera dei miei genitori dovevo spesso scegliere tra la Gazzetta dello Sport e il dolce di prima necessità, il panino come ripiego. Cosicché con un amico concordammo di unire le forze: uno comprava il dolce o i panini e l’altro il giornale. Dopo qualche anno la mia collezione di giornali divenne importante, sino a quando mia nonna decise che quei fogli rosa erano ottimi per imballare piatti e bicchieri e per accendere il fuoco.
Promesse difficili da mantenere: spesso con il sugo si fa colazione, la domenica specialmente che il sugo è speciale, della festa, di carne, spalmandolo sul pane come crema al cioccolato.
Mi piacque leggere Moby Dick. Il primo libro prestato in biblioteca un lunedì e restituito il giovedì successivo, prima che il sugo di carne della domenica compisse la magia.
Come biografia ho vestito i panni di tanti personaggi: sono stato Martin Eden, Heathcliff, tutti i supereroi Marvel, nelle crisi mistiche ed esistenziali San Francesco. Persino Jakov Petrovič Goljadkin “il Sosia” di Dostoevskij. La lista è infinita.
Da qualche anno ho deciso di creare io stesso i personaggi, a mio gusto, come li vorrei, farli vivere nel mondo che vedo e che vorrei vedere.
Sono Meridionale a tal punto da sentirmi dire: “Pur di non lavorare adesso si è messo a fare lo scrittore?! Tutti uguali i terroni!”.
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